giovedì 30 gennaio 2014

Discariche abusive a Cavarzere





Al più presto ci metteremo in contatto con l'Amministrazione di Cavarzere per organizzare un "Puliamo il Mondo" nel territorio del Comune. Abbiamo riscontrato diverse discariche abusive di diversi materiali, compresi copertoni e amianto. Data la vasta estensione del territorio è poco controllato, ma bisogna cominciare a fare opera culturale e di controllo per attenuare il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti.

Alberi: problemi da tagliare.

Alberi: problemi da tagliare.

Con riferimento all’ ennesimo presunto allarme, sulla pericolosità degli alberi e nello specifico l’ultima segnalazione rivolta allo stato di salute dei pini di Riviera Amolaretta, anche questa volta cercando di far passare sapientemente come l’eterna guerra tra Cittadini e ambientalisti, il Circolo di Legambiente desidera  attirare l’attenzione su quanto ha potuto appurare:
Cerchiamo di capire quali siano i nuovi criteri per cui l’Amministrazione di Adria ci ha sottratto 101 alberi ad alto fusto, tagliandoli radicalmente, nel giro di due anni, svuotando la città dal verde pubblico. Anche se al loro posto sono stati messi a dimora 200 steli, molti dei quali di origine esotiche, causando anche una sgradevole incompatibilità estetica con il paesaggio, non giustifica questa mattanza di alberi. La città a poco a poco, con azioni molto rapide, si spoglia del verde, risultando sempre più cementificata e grigia.
I volontari di Legambiente hanno cercato di chiedere delle regole, cercando di far dotare la città del “Piano del Verde Pubblico”: un strumento, che da un progetto sul verde della città, non per far spendere denaro utile all'amministrazione, ma un piano di salvaguardia normale, con delle regole a cui tutte le città come Adria ne sono già in possesso, anche come ricchezza culturale.
Le regole servono, soprattutto per sapere: “chi deve fare che cosa” e per evitare sgradevoli controversie fra cittadini e Amministrazioni.
Invece scopriamo dalle maestranze del Comune e dalla stessa Amministrazione che i tagli sono fatti raramente per malattia della pianta o per pericolo alle cose o alle persone, ma solo per fastidio di chi abita vicino a questi alberi, che vanno a protestare in continuazione. Nel 2013 in tutto il comune gli alberi hanno provocato 3 danni di piccola entità, che sono stati risarciti dall’assicurazione del Comune.
Piuttosto che valorizzare le piante e sistemare i problemi, si è preferito risolvere il problema con l’accetta, strano a dirsi, ma è proprio così. Rispondono sempre che “soldi non ci sono”, si vuole risparmiare tagliando alberi, ma per rifare via Badini non si sa quanti ne siano stati spesi, ma noi pensiamo che se veniva fatta la regolare manutenzione si spendeva molto meno, avendo ancora una via alberata.
Adesso ancora una via è a rischio di tagli di alberi: Riviera Amolaretta, che sono pini marittimi di 30/40 anni e anche se non sono autoctoni, tolgono molto carbonio all’aria inquinata e donano alla vista un gradevole paesaggio.
Ogni anno il Veneto viene visitato da più di 32 milioni di turisti e questo è soprattutto merito dei centri storici, del verde e dell’arte, per questo le città venete fanno a gara per farsi più belle e accoglienti, ma questa è una cultura che non è percepita ad Adria, anche se il turismo è la prima industria del Veneto.

Chi fermerà questa Amministrazione che si sbarazza dei problemi con l’accetta?  Noi pensiamo che non venga discusso e approvato un Piano del Verde Pubblico per essere dotati di più flessibilità, in senso che è meglio e più semplice fare quello che si vuole, senza il dovuto rispetto che occorre per l’ambiente urbano, condannando i futuri cittadini alla cementificazione selvaggia, di questa si che bisogna avere rispetto.
Circolo Legambiente Delta del Po 30/gennaio/2014

lunedì 20 gennaio 2014

Nuovi rifiuti a Barricetta

Le nuove piogge portano i rifiuti da monte verso il mare e si rinnova il problema e la spesa per smaltire questi rifiuti gettati nel fiume e sempre più in aumento.
Pensiamo che una fotografia possa dire molto più di tante parole.

venerdì 10 gennaio 2014

Polesine e il Polo Scentifico

Se la vecchia centrale di Pila fosse convertita un centro scientifico e didattico per monitorare la situazione del Delta del Po e il mare... Forse è proprio quello che ci vuole, visto la situazione geologica complessa del Polesine e dell'Adriatico.