martedì 15 ottobre 2013

Greenpeace assolta

Porto Tolle: Greenpeace assolta, ora a processo ci va Enel
IL Fatto- Ambiente e veleni.
Assolti. Lo scorso 4 ottobre sono stati assolti 25 attivisti di Greenpeace che, nel 2006, furono protagonisti per tre giorni di una azione di protesta alla centrale di Porto Tolle (Rovigo) che Enel vuole convertire a carbone. L’azione era motivata anche dal fatto che, per “far spazio” a questa nuova centrale, l’allora governo Prodi aveva presentato un piano di emissioni di Co2 al rialzo, che prevedeva soglie di emissione non in linea con gli impegni dell’Italia in materia di difesa del clima. Con quell’azione Greenpeace chiedeva il blocco della conversione a carbone – allora peraltro vietata dalla legge istitutiva del Parco regionale veneto del Delta del Po – e la riduzione del piano di emissioni di Co2.
La protesta non ebbe effetti sul governo, che tirò dritto, presentando un piano di emissioni elevate proprio per “far posto” anche a Porto Tolle. A tagliare il piano – di oltre la metà rispetto a quanto richiesto da Greenpeace – fu, qualche mese dopo, la Commissione Europea. Successivamente una coalizione di ambientalisti, tra cui Greenpeace, vinceva al Consiglio di Stato un ricorso contro l’autorizzazione del progetto, che ora è di nuovo in itinere. 
Enel nel frattempo è un’azienda molto diversa, almeno in termini di immagine. Dalla fine del suomonopolio sull’elettricità, e sempre più con l’accresciuta concorrenza nel settore, investe milioni e milioni di euro in marketing e comunicazione. Investe per raccontare ai consumatori e ai cittadini che è un’azienda attenta alla sostenibilità e al profilo etico del suo business. Forse va raccontata una storia un po’ diversa. Enel è il quarto emettitore assoluto, in Europa, di gas serra; il primo in Italia. Solo nel nostro Paese, le emissioni delle sue centrali a carbone causano una morte prematura al giorno e danni per quasi 2 miliardi di euro l’anno. Che l’azienda non rifonde. 
Enel comunica in una sola direzione. Inonda l’opinione pubblica di messaggi promozionali ma non accetta interlocuzione alcuna. Si presenta ai processi contro Greenpeace con una linea non molto diversa da quella delle autorità russe che in questi giorni detengono i nostri attivisti “colpevoli” di una protesta pacifica contro le trivellazioni petrolifere in Artico. I legali di Enel si presentano ai processi contro Greenpeace con una linea non tanto diversa da quella presa dalle autorità russe in questi giorni: oltre a richieste esorbitanti di danni, chiedono di considerare Greenpeace una “associazione a delinquere”. Il giudice a Rovigo, come quello a Brindisi, ha respinto la richiesta di considerarci tali. Del resto, la risposta ai nostri rapporti scientifici – elaborati da Istituti terzi – sui morti dovuti alle emissioni delle centrali a carbone dell’azienda, Enel ha risposto con querele e denunce, ma senza alcun argomento tecnico.
Ora a processo ci va anche Enel – già condannata per disastro ambientale per la stessa centrale di Porto Tolle – e Greenpeace si è costituita, assieme ad altre associazioni, parte civile nel procedimento. Esistono studi epidemiologici predisposti dal pm che mostrano tali effetti. La centrale di Porto Tolle, alimentata a olio combustibile, ha funzionato grazie a continue deroghe ambientali, non avendo mai applicato una direttiva europea sulle emissioni del 1988: un altro caso di violazione pianificata delle norme ambientali. 
La centrale di Porto Tolle per anni ha emesso inquinanti con quantità anche 20-30 volte superiori a quelle previste nel piano della sua conversione. Utilizzando un modello previsionale dell’Università di Stoccarda, gli impatti sanitari di una centrale a carbone a Porto Tolle, come quella progettata da Enel, equivarrebbero a 85 casi l’anno di morte prematura associabile alle emissioni. Dall’analisi delle emissioni della vecchia centrale a olio combustibile, che Enel ha utilizzato pienamente fino al 2006, è lecito ritenere che la mortalità in eccesso associata all’operatività di quell’impianto fosse maggiore di circa 10 volte almeno. 
In queste settimane, l’ultima trovata di Enel è su tutti i media: tv, giornali, web, social. #Guerrieri è un hashtag presto divenuto un “crashtag”, un vero case history di fallimento di unacampagna pubblicitaria: migliaia di cittadini e consumatori lo hanno utilizzato per contestare l’azienda, per ricordare le sue inefficienze e i suoi impatti sul clima, sull’ambiente, sulla salute. Migliaia e migliaia di persone, sui canali social, hanno sfidato Enel con l’irriverenza. I ‘guerrieri’, quelli in cui Enel non pensava di imbattersi, sono anche coloro che si battono perché l’azienda riduca la sua quota di produzione a carbone, giunta al 50 per cento della produzione in Italia. Sono quelli usciti assolti dal processo a Porto Tolle, e che continuano la battaglia come parte civile per inquinamento e danni alla salute: fratelli di quei 30 ‘guerrieri’ detenuti oggi in Russia per aver cercato di difendere l’Artico e il clima dal petrolio. Sono i guerrieri dell’arcobaleno.

Quotidiano: IL Fatto

martedì 1 ottobre 2013

Antico capanno di caccia e pesca

Siamo a Scanno Boa, Porto Tolle, un tempo la casa dei sogni che garantiva cibo e sostegno per la famiglia, ma oggi solo divertimento paradossale.
Sullo sfondo della Valle c'è la centrale di Polesine Camerini che sta per essere riconvertita al funzionamento con il vecchio combustibile carbone.
Ci dobbiamo chiedere quanti posti di lavoro perderà il Delta, il Polesine, quando la centrale sarà in funzione?

Regolamenti edilizi comunali




Le proposte di Legambiente per i

Regolamenti edilizi comunali


Risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili nelle città italiane



I Regolamenti edilizi comunali rappresentano uno snodo fondamentale per un corretto uso del territorio e delle trasformazioni edilizie in una direzione capace di ridurre impatti, consumi energetici e di risorse naturali. Il settore delle abitazioni rappresenta infatti uno dei principali responsabili dei consumi energetici italiani e dell’aumento delle emissioni di CO2 causa dell’effetto serra e dei mutamenti climatici su scala globale.

Per Legambiente le città italiane possono diventare un grande laboratorio di manutenzione e riqualificazione con obiettivi energetico-ambientali. Una prospettiva capace di creare nuovi posti di lavoro, qualità e vivibilità, nella direzione di una città che consuma meno energia, più pulita e bella; in una parola più sostenibile.
Al centro dell’attenzione sono gli obiettivi che riguardano alcuni campi di intervento fondamentali:
-la riduzione dei consumi energetici, attraverso interventi che riducono il fabbisogno nelle abitazioni, aumentando l’isolamento termico degli edifici e valorizzando gli apporti solari passivi e l’efficienza negli usi; diminuendo l’inquinamento luminoso.
-le fonti energetiche rinnovabili, da utilizzare e integrare negli edifici per i fabbisogni di riscaldamento dell’acqua igienico-sanitaria e la produzione di energia elettrica.
-il ciclo dell’acqua, riducendo fabbisogni e consumi di acqua nelle abitazioni attraverso il recupero, la depurazione, il riutilizzo per gli usi compatibili; nella direzione di aumentare la permeabilità dei suoli; sviluppando l’utilizzo di tecnologie e sistemi di risparmio.

La proposte scritte in questo documento sono suddivise all’interno di quattro categorie fondamentali, proprio per tenere conto delle diverse possibilità e opportunità di intervento possibili nelle trasformazioni edilizie e urbanistiche:
1) i contenuti che nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione devono essere considerati “obbligatori”; perché già diffusi in molte realtà locali, con investimenti limitati e tecnologie disponibili.
2) i requisiti e le applicazioni che devono essere favoriti e incentivati nei nuovi interventi edilizi e nelle ristrutturazioni; soluzioni oggi sperimentate in molti Comuni che devono diventare una pratica normale di intervento edilizio.
3) le semplificazioni amministrative per l’installazione delle fonti rinnovabili.
4) gli incentivi comunali di tipo economico, fiscale e urbanistico, per favorire la realizzazione degli interventi con obiettivi energetico-ambientali.

Proprio per la grande varietà di situazioni climatiche e territoriali presenti nel territorio italiano vengono individuate proposte riferite ai diversi temi di intervento ma non sono fissati dei parametri quantitativi (sono però indicati i riferimenti di esperienze già realizzate), proprio perché l’applicazione delle proposte alle realtà locali potrà variare secondo le specificità climatiche e territoriali, ma anche secondo la dimensione dei diversi Comuni.
L’obiettivo è di contribuire ad innovare il settore edilizio, di avviare un processo di ricerca e di sperimentazione sulle tecnologie e sulle migliori scelte architettoniche e tecnologiche.




1 Disposizioni obbligatorie che riguardano i nuovi interventi edilizi e le ristrutturazioni


1.1 Utilizzo di impianti solari termici per il fabbisogno energetico di riscaldamento dell’acqua per usi igienico-sanitari.

I nuovi interventi edilizi e le ristrutturazioni che riguardino almeno il 50% delle superfici devono prevedere l’installazione di pannelli solari termici per soddisfare il fabbisogno di acqua calda per gli usi igienico-sanitari. La Giunta stabilisce la quota minima che dovrà essere soddisfatta attraverso gli impianti[1]. La progettazione deve avere come obiettivo di integrare i pannelli solari nei tetti privilegiando l’esposizione a sud, sud-est, sud-ovest con una inclinazione ottimale; i serbatoi di accumulo devono essere posizionati preferibilmente all’interno degli edifici. Sono fatte salve le disposizioni che riguardano gli edifici sottoposti a vincolo e le impossibilità di natura tecnica che il progettista con specifico elaborato è tenuto a dimostrare.

1.2 Aumentare l’isolamento termico degli edifici, per ridurre le esigenze di riscaldamento invernale e raffrescamento estivo.

I nuovi interventi edilizi e le ristrutturazioni che riguardino almeno il 50% delle coperture e dei muri perimetrali devono soddisfare obiettivi di risparmio energetico per il riscaldamento invernale, espressi in termini di fabbisogno massimo di consumo annuale per riscaldamento (come kWh su metro quadro all’anno). La Giunta stabilisce i fabbisogni massimi, i criteri di calcolo e gli indirizzi per la progettazione a partire dai calcoli e dalle verifiche previste dalla Legge 10/91[2].

Nei nuovi interventi edilizi dai computi relativi alle volumetrie e superfici edificabili sono esclusi gli aumenti di spessore realizzati per esigenze di isolamento termico per tutto lo spessore che nei muri esterni supera le dimensioni minime di 30 cm fino a 50 cm complessivi, nei solai con spessore oltre i 20 cm fino a 45 cm.

Le serre bioclimatiche, i sistemi di captazione e sfruttamento dell’energia solare integrati nell’edificio (muri di accumulo, muri Trombe, sistemi strutturali a “doppia pelle”, camini solari, tetti captanti) sono considerati volumi tecnici non computabili ai fini edificatori.

Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione che riguardino almeno il 50% dell’edificio e la sostituzione delle finestre è fatto obbligo l’utilizzo di doppi vetri, con cavità contenente gas a bassa conduttività.

1.3 Valorizzare gli apporti solari passivi per ridurre il fabbisogno di riscaldamento e raffreddamento ambientale

Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di demolizione e ricostruzione la progettazione dovrà avere come obiettivo di realizzare la massima disponibilità solare e il minimo ombreggiamento fra edifici nel periodo invernale, e invece l’ombreggiamento nel periodo estivo anche attraverso l’utilizzo di alberature. Per una migliore captazione solare e un più efficace bilancio energetico, si devono valorizzare le superfici vetrate più ampie e le serre nelle facciate esposte verso sud, sud-ovest, progettate con elementi che evitino il surriscaldamento estivo; per il lato nord le finestre si devono avvicinare ai minimi rapporti previsti dalla legge. Gli ambienti nei quali si svolge la maggior parte della vita abitativa dovranno essere disposti preferibilmente a Sud-Est, Sud e Sud-Ovest. Negli elaborati di progetto si dovrà motivare le scelte che riguardano: le superfici irraggiate direttamente dal sole di inverno, il numero medio di ore di esposizione collocate a sud, il contributo di colori e materiali delle superfici esterne e delle alberature; l’ombreggiamento delle chiusure vetrate nel periodo estivo; l’utilizzo di serre solari.

1.4 Efficienza energetica e uso razionale dell’energia

Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione che riguardino almeno il 50% delle superfici di edifici con più appartamenti e il rifacimento degli impianti di riscaldamento, si dovranno installare sistemi per la contabilizzazione individuale del calore utilizzato per il riscaldamento, così da garantire una ripartizione corretta dei consumi energetici effettuati da ogni singola abitazione.


1.5 Riduzione dell’inquinamento luminoso esterno

Le illuminazioni esterne di strade, spazi liberi e parcheggi, pubblici e privati, devono essere realizzate con impianti caratterizzati per ridurre l’inquinamento luminoso e i consumi energetici, attraverso l’abbattimento della dispersione della luce verso l’alto e l’utilizzo di lampade ad alta efficienza.

1.6 Riduzione dei consumi di acqua nelle abitazioni attraverso il recupero nel ciclo naturale delle acque, la depurazione e il riutilizzo per gli usi compatibili.

Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione che riguardino almeno il 50% dell’edificio, le coperture e il rifacimento degli impianti idrici, si dovrà predisporre la raccolta dell’acqua meteorica dalla copertura degli edifici per il suo accumulo in opportuno serbatoio. L’acqua recuperata sarà riutilizzata per gli usi interni all’edificio nei WC e per l’irrigazione delle aree verdi private (se presenti) e/o restituita alla circolazione naturale attraverso la rete delle acque bianche o il convogliamento nella rete idrografica.

Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione che riguardino almeno il 50% dell’edificio, le coperture e il rifacimento degli impianti idrici,
in tutti i casi in cui vi siano spazi liberi di pertinenza degli edifici, si dovrà predisporre un sistema di trattamento[3] e recupero delle acque grigie provenienti dagli scarichi di lavatrici, docce, vasche da bagno. Una volta depurate le acque saranno raccolte in appositi serbatoi e riutilizzate per gli usi interni all’edificio nei WC e per l’irrigazione delle aree verdi private (se presenti) e/o restituite alla circolazione naturale attraverso la rete delle acque bianche o il convogliamento diretto nella rete idrografica.

I nuovi interventi edilizi e gli interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione che riguardino almeno il 50% dell’edificio e il rifacimento degli impianti idrici devono essere dotati di una doppia rete di approvvigionamento idrico, una per le acque che soddisfano i criteri di potabilità e una per le acque non potabili.

Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione che riguardino almeno il 50% dell’edificio e il rifacimento degli impianti idrici, si dovranno installare sistemi di contabilizzazione individuale dei consumi di acqua nelle singole abitazioni con tecnologie e sistemi per la riduzione dei consumi negli usi sanitari come doppi pulsanti nelle cassette di scarico per volumi differenti di acqua, rubinetti a risparmio idrico, miscelatori d’aria nei rubinetti e nelle docce.                                                                                                             

Nei nuovi interventi urbanistici e edilizi la sistemazione esterna di piazze e spazi pubblici, nonché delle aree libere nei nuovi interventi edilizi deve prevedere superfici permeabili per almeno metà delle aree, con alberature ad alto fusto nel numero minimo di 1 ogni 30 metri quadri.

Nei nuovi interventi urbanistici e edilizi la realizzazione di parcheggi pubblici e privati deve garantire la permeabilità delle aree attraverso la scelta di superfici che consentano la crescita dell’erba, con griglie antisdrucciolo e alberature ad alto fusto distribuite nell’area e in numero minimo di 1 ogni 4 posti auto.


2 Requisiti relativi all’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e al risparmio energetico e idrico da favorire e incentivare


2.1 Soluzioni da promuovere nella direzione dell’aumento dell’inerzia termica per ridurre le esigenze di  riscaldamento invernale

Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione è favorita l’installazione di sistemi di regolazione locali (valvole termostatiche, termostati collegati a sistemi locali, ecc.) che garantiscano il mantenimento della temperatura dei singoli ambienti riscaldati entro i livelli prestabili, anche in presenza di apporti gratuiti.


2.2 Soluzioni da promuovere nella direzione dell’uso razionale dell’energia e dell’efficienza energetica


Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di ristrutturazione che riguardino singole abitazioni nei quali è prevista la completa sostituzione dell’impianto di riscaldamento, è favorita l’installazione di caldaie a condensazione nel caso in cui il vettore energetico utilizzato è il gas o sistemi di efficienza uguale o maggiore.

Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di ristrutturazione che riguardano complessi edilizi pubblici e privati nei quali è prevista la sostituzione dell’impianto di riscaldamento, è favorita l’installazione di impianti di micro-cogenerazione[4] alimentati a gas, anche abbinati con macchine frigorifero ad assorbimento (trigenerazione[5]).

Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione è favorito l’utilizzo di pannelli radianti integrati nei pavimenti o nelle solette dei locali di climatizzazione.


2.3 Riduzione dell’effetto isola di calore negli spazi urbani

Sono favoriti i progetti  degli spazi aperti che prevedono di studiare e valorizzare l’apporto delle alberature, dei venti presenti, del contributo delle aree permeabili e pavimentate, dei corsi d’acqua e laghi, delle ombreggiature e dell’evaporazione, per ridurre l’effetto isola di calore negli spazi edificati e le esigenze di raffrescamento estivo e riscaldamento invernale degli edifici.

2.4 Diffusione dell’utilizzo di impianti solari fotovoltaici per i fabbisogni elettrici negli edifici

Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di ristrutturazione che riguardano complessi edilizi, terziari e industriali pubblici e privati è favorita l’installazione di impianti solari fotovoltaici. L’installazione deve avere come obiettivo di integrare i pannelli solari nei tetti a falde e nei tetti piani; è preferibile una esposizione a sud, sud-est, sud-ovest secondo una inclinazione ottimale.

2.5 Certificazione energetica degli edifici


L’amministrazione comunale favorisce i nuovi interventi edilizi e gli interventi di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione che conseguono gli obiettivi posti dalla Direttiva europea 2002/91 sul rendimento e la certificazione energetica degli edifici.

2.6 Soluzioni nella direzione della riduzione dei consumi elettrici


Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione che riguardino il rifacimento degli impianti elettrici è favorito l’utilizzo di illuminazione artificiale di tipo fluorescente ad alta efficienza con alimentazione elettronica e la sua integrazione con l’illuminazione naturale.

2.6 Riduzione dei consumi di acqua nelle abitazioni attraverso il recupero nel ciclo naturale delle acque, la depurazione e il riutilizzo per gli usi compatibili.

Nei nuovi interventi edilizi e negli interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione che riguardino il rifacimento degli impianti idrici, sono favorite tutte le soluzioni che permettano il trattamento e recupero completo del ciclo delle acque. Attraverso il recupero di quelle meteoriche, la separazione delle acque grigie e il loro trattamento e riutilizzo; inoltre in tutti i casi in cui vi siano spazi liberi di pertinenza degli edifici è favorita anche la depurazione delle acque nere mediante sistemi naturali (fitodepurazione) e il riutilizzo delle acque depurate per irrigazione o la restituzione al ciclo naturale attraverso la rete delle acque bianche o il convogliamento della rete idrografica.

2.7 Utilizzo di materiali atossici


Nei nuovi interventi e negli interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione è favorito l’uso di materiali atossici, asettici, durevoli, facilmente manutenibili, eco-compatibili e riciclabili. Come criteri guida e parametri di riferimento si devono considerare:
-l’utilizzazione di materiali e lavorazioni atossici, privi di emissioni di cui sia dimostrata la nocività e a contenuto basso o nullo di sostanze ed emissioni tossiche o a tossicità potenziale (come formaldeide, PVC, sostanze volatili nocive derivanti da vernici o collanti, radioattività naturale, ecc.).
-l’utilizzo di materiali asettici  inattaccabili da muffe e altri agenti biologici in particolare per le strutture, le finiture, gli impianti idrico-sanitari e di climatizzazione; favorire la salubrità e la traspirabilità di strutture, partizioni, coperture con adeguati accorgimenti costruttivi (es. tetti ventilati, solai o vespai aerati, drenaggi, ecc.).
-l’utilizzo di materiali naturali (purché non provenienti da specie protette, come nel caso dei legni tropicali, o provenienti da cicli di lavorazione ad alto impatto ambientale); di materiali per le strutture, le finiture, gli impianti e le sistemazioni esterne durevoli e facilmente manutenibili
-l’impiego di materiali facilmente riciclabili e non tossici durante le fasi di demolizione o di riutilizzo; Riutilizzazione preferenziale in situ dei materiali (componenti murarie, inerti, terreni di riporto, ecc.) ottenuti dalle demolizioni e scavi del terreno su cui insiste l’intervento

3 Semplificazioni dei procedimenti amministrativi per gli impianti da fonti rinnovabili


3.1 L’installazione di impianti solari termici e fotovoltaici di dimensione fino a 100 metri quadri su edifici esistenti è soggetta a Dichiarazione di Inizio Attività o qualora possibile, ai sensi delle norme regionali, non necessita di titolo abitativo. Sono fatte salve le disposizioni che riguardano gli edifici sottoposti a vincolo.

3.2 Nelle aree a destinazione agricola, artigianale e produttiva l’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile dal vento attraverso impianti eolici di piccola taglia, con generatori di altezza fino a 20 metri, e di potenza complessiva fino a 80 chilowatt è soggetta a Dichiarazione di Inizio Attività. Sono fatte salve le specifiche indicazioni di tutela paesaggistica e ambientale che riguardino le aree.

4 Incentivi comunali


L’amministrazione comunale favorisce e promuove la realizzazione degli interventi di risparmio energetico e di utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili attraverso specifici provvedimenti di:
-incentivo fiscale, nella forma di riduzione dell’Ici o di scomputo di una quota degli oneri di urbanizzazione;
-incentivo economico, nella forma di cofinanziamenti attraverso bandi pubblici e di accordi con istituti di credito per finanziamenti a tassi agevolati;
-incentivo urbanistico, attraverso l’incremento delle previsioni del piano urbanistico fino al 5% della Superficie Utile Lorda o della Volumetria prevista nelle aree oggetto di intervento.





Riferimenti tecnici e normativi


Siti Internet

Regolamenti edilizi e norme tecniche
Comune di Carugate, Regolamento edilizio, 2003
Comune di Cavalese, NTA di Piano regolatore generale, 1994
Comune di Corbetta, Regolamento Edilizio, 2004
Comune di Faenza, NTA di Piano regolatore generale, 1998
Comune di Forlì, Regolamento per la promozione della qualità bioecologica degli interventi edilizi, 2000
Comune di Reggio Emilia, Documento sugli edifici bioecologici, 2001
Comune di Rovereto, Regolamento edilizio comunale, 2004
Comune di Torino, Allegato Energia al Regolamento edilizio comunale, 2003

Ayuntamiento de Barcelona, Ordenanza solar termica, Barcelona 1999

Regione Emilia Romagna, Regolamento edilizio tipo (LR 33/1990) – DelGR 21/2001
Regione Emilia Romagna, Regolamento edilizio sostenibile (Allegato n.2 al bando “linee-guida per il programma di sperimentazione”), 2003
Provincia di Bolzano, Programma CasaClima


Legislazione nazionale in materia di energia e riferimenti tecnici
Legge 10/1991.
D.P.R. 412 del 26 Agosto 1993.
Norme UNI
7537 “Calcolo del fabbisogno termico per riscaldamento degli edifici”
10351 “Materiali da costruzione. Conduttività termica e permeabilità degli edifici”.
10355 “Murature e solai. Valore della resistenza termica e metodo di calcolo”.
10345 “Riscaldamento e raffreddamento degli edifici. Trasmittanza termica dei componenti edilizi finestrati. Metodo di calcolo”.
UNI 10349 “Riscaldamento e raffrescamento degli edifici. Dati climatici”.
UNI 10379 “Riscaldamento degli edifici. Fabbisogno energetico convenzionale normalizzato. Metodo di calcolo e verifica”.
UNI 10389 “Generatori di calore. Misurazione in opera del rendimento di combustione”.
UNI 677 “Caldaie di riscaldamento centrale alimentate a combustibili gassosi – Requisiti specifici per caldaie a condensazione con portata termica nominale non maggiore di 70 kW”


Legislazione in materia di impianti idrici
Legge 36/1994
Dlgs 152/1999
UNI 9182 “Impianti di alimentazione e distribuzione d'acqua fredda e calda - Criteri di progettazione, collaudo e gestione”.
UNI 9183 “Edilizia. Sistemi di scarico delle acque usate. Criteri di progettazione, collaudo e gestione”.
UNI 9184 “Sistemi di scarico delle acque meteoriche - Criteri di progettazione, collaudo e gestione.”


Leggi regionali in materia di inquinamento luminoso
Lombardia 17/2000
Basilicata 41/2000
Campania 13/2002
Emilia Romagna 19/2003
Lazio 23/2000
Marche 10/2002
Piemonte 31/2000
Toscana 37/2000
Valle d’Aosta 17/1998
Veneto 22/1997


Approfondimenti tecnici
ITACA (Istituto per la trasparenza, l’aggiornamento e la certificazione degli appalti) – Gruppo di lavoro interregionale in materia di Bioedilizia, Protocollo ITACA per la valutazione della qualità energetica e ambientale di un edificio, Roma 2004
ENEA (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente), Codice ENEA – Codice concordato di raccomandazioni per la qualità energetico-ambientale di edifici e spazi aperti, 1998




[1] Nel Regolamento Edilizio del Comune di Corbetta è obbligatoria l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda a usi sanitari nei nuovi edifici di uso residenziale, terziario, commerciale, industriale e ad uso collettivo (cinema, teatri, sale riunione, edifici adibiti ad ospedali, cliniche o case di cura, edifici ed impianti adibiti ad attività sportive, edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili). L’installazione deve coprire l’intero fabbisogno energetico dell’organismo edilizio per il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria, nel periodo in cui l’impianto di riscaldamento è disattivato; in generale dovranno essere dimensionati per una copertura annua del fabbisogno energetico superiore al 50% (www.comune.corbetta.mi.it).
Nell’ Ordenanza Solar approvata dal Comune di Barcellona l’obbligo di installazione di impianti solari termici riguarda tutti i nuovi edifici e le ristrutturazioni, che devono utilizzare le tecnologie più efficienti sul mercato e conseguire un risultato minimo del 60% rispetto alle esigenze domestiche del fabbisogno di acqua calda per gli usi igienico-sanitari. (Ayuntamiento de Barcelona, Ordenanza solar termica, Barcelona 1999. www.bcn.es/mediambient/).

[2]  A Bolzano è stato introdotto il sistema di certificazione, “CasaClima” per promuovere il risparmio energetico. In base al consumo di energia “CasaClima” suddivide gli edifici in tre categorie: A, B e C, dove l’indice termico rispettivamente: non supera all’anno i 30 kwh/mq; è inferiore ai 50 kwh/mq l’anno; è inferiore ai 70 kwh/mq l’anno. Gli edifici che rientrano nella categoria A hanno diritto al 10% di sconto sugli oneri di urbanizzazione, oltre a benefici straordinari previsti dai regolamenti provinciali e comunali. Con la certificazione “CasaClima” i costruttori, per poter ottenere la dichiarazione di abitabilità sui nuovi edifici, sono tenuti a rispettare le condizioni della classe C. È compito dell’Ufficio Aria e Rumore dell’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente di Bolzano rilasciare una targa, da affiggere sull’edificio in modo che sia visibile, sulla quale viene segnata la classe cui l’edificio appartiene.
(www.comune.bolzano.it)
Nel regolamento edilizio del Comune di Carugate è stabilito che gli edifici di nuova costruzione e da ristrutturare, per i quali si applicano i calcoli e le verifiche previste dalla Legge 10/91, le strutture di tamponamento devono avere i seguenti valori massimi di trasmittanza termica U: per le pareti esterne: 0,35 W/m2 K; per le coperture (piane e a falde): 0,30 W/m2 K; per i basamenti su terreno (o cantine): 0,50 W/m2 K; per i basamenti su pilotis: 0,35 W/m2 K; per pareti e solette verso ambienti interni: 0,70 W/m2 K; per serramenti (valore medio vetro/telaio): 2,30 W/m2 K.
(www.comune.carugate.mi.it)

[3] Per il trattamento si potranno usare – oltre al trattamento primario di eliminazione dei solidi sedimentabili e dei grassi – sia tecnologie intensive, quali i reattori a membrana o sequenziali, collocabili all’interno degli edifici, che, in tutti i casi in cui siano disponibili aree esterne adeguate, sistemi naturali (fitodepurazione).
[4] La Micro-cogenerazione è una tecnologia che prevede la sostituzione della caldaia per riscaldamento (nel residenziale, terziario, negli alberghi, ospedali etc.) con un piccolo cogeneratore a gas metano (motore a scoppio, pila a combustibile oppure microturbina) che, oltre a produrre la stessa quantità di calore, produce elettricità senza aumentare il fabbisogno di combustibile. Abbina ai benefici classici della cogenerazione i vantaggi della vicinanza fra produzione e consumo di energia, eliminando la necessità di predisporre costose reti per il teleriscaldamento, e le perdite nella distribuzione (sia elettriche che termiche). Pertanto, rispetto alla situazione attuale, la microcogenerazione comporta un risparmio di fonte primaria di circa il 44%. Nei casi di sostituzione di caldaie a gasolio, la riduzione nelle emissioni di CO2 raggiunge il 70%.
[5] La Trigenerazione prevede l’abbinamento fra un cogeneratore ed un refrigeratore ad assorbimento, consente di realizzare impianti in grado di produrre le tre principali forme di energia richieste nel settore civile, ovvero elettricità, calore e freddo. Questa combinazione trae vantaggio dalla capacità del refrigeratore ad assorbimento di produrre freddo consumando il calore prodotto dal cogeneratore, eliminando in questo modo l'elevato fabbisogno elettrico della climatizzazione estiva convenzionale (a compressore), e realizzando nel contempo un risparmio di fonte primaria ben oltre il 50%.