lunedì 30 settembre 2013

Isole ecologiche


Isole ecologiche


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Da 30 anni la questione rifiuti è un grande problema, da risolvere, nessuno però, vuole accettare discariche o i cosiddetti “termovalorizzatori”.
Nella città di Adria e nel Delta del Po, la questione della dispersione dei rifiuti e della lotta all’abbandono indiscriminato di materiali è ancora una piaga dolente che sta diventando sempre più un crimine contro la comunità e una spesa folle per un tempo di crisi come quello attuale.
Oggi ci focalizziamo sulle isole ecologiche della città e dei paesi dei Comuni del Delta, ma in particolare, quelle di Adria che sono istigazione a delinquere. Da un’indagine diurna e notturna del circolo di Legambiente di Adria, abbiamo visto molte persone conferire rifiuti sbagliati con molta disinvoltura, addirittura lasciando i materiali fuori dai cassonetti per non
fare fatica. Quasi sempre i rifiuti dei cassonetti non sono riciclati e purtroppo anche se c’è qualche cittadino che li utilizza correttamente, tutto il contenuto va in discarica con aumenti dei costi sempre più salati.
Gli sforzi dei bravi cittadini sono annientati da quelli criminali ed incivili di alcuni. Abbiamo notato che ogni bidone nelle isole ecologiche è misto di tutto, ogni notte, per anni, questo non può essere consentito ancora. Ci sono anziani che si alzano alle 6 del mattino per buttare i rifiuti dove capita, signore impettite che fanno finta di nulla durante il giorno, giovani rapidi nel mettere bottiglie e sacchetti e sparire. Per eliminare certe dicerie, non abbiamo mai visto stranieri gettare i rifiuti nelle isole ecologiche. I cestini dei rifiuti della città non sono pieni di
rifiuti occasionali, ma di sacchetti di immondizia mista e molti sono ben visibilmente di negozianti. Nonostante le isole ecologiche vengano scaricate e ripulite tutti i giorni dall’azienda preposta, può capitare che nelle zone meno frequentate ci sia il disastro fuori dai cassonetti e se c’è vento o pioggia i materiali vengono dispersi.
Una situazione insostenibile e senza controllo che va solo sopportata a spese di tutti gl’altri.
Noi del circolo di Legambiente Delta del Po’, riteniamo che se un’Amministrazione, vuole proprio dotarsi, di isole ecologiche deve anche fare adeguati controlli, almeno, praticare le multe e mettere  telecamere di osservazione. Meglio sarebbe non fare isole ecologiche costringendo i maleducati a imparare. Chiediamo che si cominci a ragionare sull’evoluzione del conferimento dei rifiuti con nuovi sistemi, come nei Comuni più evoluti, con il porta a porta a peso o a conferimento, cosi da premiare i cittadini più bravi con meno costi e abolire la tariffa in base ai metri della casa e ai membri della famiglia. Anche questo è un segno di civiltà e giustizia.

Gestione del territorio

Gestione del territorio


Potature solo se autorizzate.
A conclusione del proprio mandato il Sindaco deve relazionare anche sullo stato arboreo del Comune.
La legge L.n. 10/2013, Gazzetta ufficiale n.27 del 1 febbraio 2013, che andrà in vigore dal 16 febbraio 2013, ha stabilito che il sindaco in conclusione del suo mandato, deve relazionare sullo stato arboreo del proprio comune., che per il rispetto dell’obbligo di piantare un albero per ogni neonato deve essere istituito un apposito comitato e che in ogni caso di potatura non autorizzata scatterà una multa di almeno 5.000 €uro.
L’istituzione della giornata degli alberi, fissata per il 21 novembre, coinvolgerà innanzitutto le scuole, orientando la società a promuovere la cultura ecologica con la messa a dimora di piante, ma coinvolgerà direttamente anche il sindaco poiché ogni comune dovrà censire tutti gli alberi posizionati sul territorio e collegati ai neonati e agevolare la conoscenza degli interventi effettuati in tal senso. Inoltre, due  mesi prima della fine del proprio mandato, il primo cittadino dovrà redigere il bilancio arboreo del comune evidenziando lo stato di consistenza  e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza. Uno speciale comitato nazionale per il verde pubblico verificherà la correttezza degli interventi locali e attiverà dove necessario azioni a tutela dei giardini storici più importanti. Esso, inoltre, dovrà relazione alle camere sullo stato di adeguamento degli strumenti urbanistici comunali alle prescrizioni minime sul verde e sui parcheggi infine, per quanto riguarda gli alberi monumentali, essi saranno inseriti in un nuovo elenco nazionale tenuto dal corpo forestale: danneggiare o abbattere abusivamente uno di loro costerà almeno 5.000 euro di multa  .
Fonte Italia oggi nr. 30 del 5.02.2013 pag. 27 – autore Stefano Manzelli

Tavola rotonda rifiuti


Tavola Rotonda, Rifiuti


Legambiente, circolo Delta del Po- AdriaAdria, 6/febbraio/2013legambiente2
Tavola rotonda sul ciclo dei rifiuti,
Giovedì, 31 gennaio 2013, Sede Legambiente-Adria 
c’è stato un incontro fra i cittadini del Circolo Legambiente Delta del PO e tre Assessori all’Ambiente ( Comune di Rosolina, Taglio di Po e Adria)  e i Vertici di Ecoambiente, per discutere del ciclo dei rifiuti nel Delta del Po. La serata si è svolta approfondendo i vari aspetti e sono uscite molte idee, anche per il futuro. Sicuramente la nostra realtà è una delle migliori nel Veneto per quanto riguarda la raccolta a porta a porta, visto che si arriva fra il 70/75 %  di riciclaggio, altro conto è la media del Veneto che al massimo oscilla fra il 50/56 %. Questi dati, aprirebbero molte altre tematiche.
Purtroppo ci troviamo con molta dispersione dei rifiuti in natura, ossia quello che è lo sport di alcuni: “il lancio del sacchetto”. Questo avviene sia in campagna e anche in città, a favorire questo sono le isole ecologiche che purtroppo sono poco controllate e poiché la mattina sono come delle discariche abusive, il fenomeno aumenta di molto i costi del servizio. Mentre ci sono strade come la Transpolesana ad aumentare i costi con le piazzole di sosta  piene di tonnellate di ingombranti inerti e copertoni, spesso anche materiali tossici. Anche gli argini dei fiumi, dove si trova libero accesso ai mezzi troviamo scene anche peggiori, gli esempi più eclatanti sono gli ultimi rinvenimenti di grossi carichi di copertoni o di eternit nelle rive del Po, con gravi costi di smaltimento per i Comuni. Anche la pesca prolungata, con soste di giorni, aumenta i danni ai fiumi, spesso i pescatori nascondono i rifiuti, perchè non vogliono portarli neigli eco-centri, oppure utilizzano le piazzole di sosta o le isole ecologiche della differenziata, naturalmente, naturalmente senza differenziare. Mentre, ci sono i pescatori selvaggi e nostrani; spesso, di nessuna associazione che oltre a lasciare le spazzature a cielo aperto, nemmeno si preoccupano di metterle in un sacchetto, infatti, abbiamo delle foto in cui si ritrae il pescatore con tutto in torno immondizia come una discarica, in molti casi non sono molto interessati al loro ambiente. Ci troviamo spesso anche ad aver a che fare con veri criminali che spargono veleni in natura per intascarsi le spese di smaltimento, come copertoni , batterie, eternit, oli esausti  e bidoni con liquidi sospetti che non si riesce mai a capire da dove vengono, ma ancora per poco.
L’elenco sarebbe ancora lungo e già abbiamo denunciato le pratiche degli incivili urbani in altri articoli, ma quello che bisogna notare è il danno alla salute per le persone oltre che all’ambiente e l’aumento delle spese, che noi paghiamo per gli incivili. Le reticenze non hanno più significato, la necessità in questo tempo di crisi è il risparmio, fra poco le bollette avranno la voce della spesa della discarica e della manodopera di uomini e mezzi per andare a tirare su l’immondizia dei criminali e degli incivili.
L’Assessore di Taglio di Po, purtroppo ritiene il suo Comune ancora non pronto per una differenziata spinta a causa di un’ancora bassa consapevolezza del problema, mentre l’Assessore di Rosolina si trova con un notevole problema del turismo stagionale che non permette una raccolta differenziata. Il Comune di Adria ha il problema delle isole ecologiche, che sulla carta non esistono, ma in realtà ci sono. L’azienda Ecoambiente ritiene di effettuare un buon lavoro e viene confermato dal continuo dialogo con gli Assessori, ma purtroppo la nuova tassa dello stato e la forte dispersione dei rifiuti: aumenterà i costi.
Tutte le parti in causa, già da molti anni agiscono in vari modi nella scuola per dare informazione ed educazione, partendo dai piccoli e collaborando con gli insegnanti, ma veniva sottolineato che proprio nelle scuole di Adria (non tutte), la differenziata non viene praticata. Ci siamo resi conto che mancavano due importanti interlocutori alla riunione e la prossima volta non mancheranno, questi sono il mondo della scuola e le forze dell’ordine, di questo chiediamo scusa.

Foto Circoli del Veneto

Foto circoli del Veneto

IMG_2397La foto e stata scattata in ottobre 2012.
Commenti molto graditi, Grazie.

Via Badini- Adria

Via Badini- Adria

Il circolo Legambiente Delta Po-Adria, è una associazione di cittadini,  il suo principio fondamentale è di cercare collaborazione con le amministrazioni, dando loro supporto tecnico sulle scelte ambientali e del territorio. Per noi questo è sacro: cercare di far progredire la sensibilità ed il rispetto per la natura e la bellezza che ci circonda, DSC_0347collaborando con qualsiasi amministrazione.
Per come si è svolta la vicenda dei lavori di risistemazione di via Badini ad Adria, con il taglio degli alberi, siamo sconcertati. Il nostro punto di vista, sui problemi di via Badini, partiva dalla considerazione che la strada è pericolosa. La strada è stretta e con le macchine parcheggiate da un lato e i veicoli che si incrociano, il pericolo specie per i ciclisti, è alto. Dopo gli ultimi interventi, il problema è rimasto tale e quale. Per questo ci sembrava, che la nostra proposta fosse migliore: alberare solo un lato della strada con essenze autoctone e di fare una pista ciclabile, anche non molto larga; mettere la viabilità delle auto a senso unico, con una corsia di emergenza per le autoambulanze (anche sovrapposta alla pista ciclabile). In questo modo si sarebbe attenuato il problema del pericolo della viabilità. Tuttavia, abbiamo capito che l’intento dell’amministrazione o dei tecnici che guidano l’amministrazione era quello di togliere di mezzo i pini marittimi per sostituirli con alberelli di origine cinese e del sud est asiatico che, come sappiamo, non cresceranno mai: come al solito moriranno continuamente e saranno sostituiti di frequente , visto i loro problemi di adattamento. Ben altre erano state le dichiarazioni di intenti dell’amministrazione, anche sui giornali, dove si diceva no al senso unico, ma si ad alberatura autoctona. Con tutte le priorità che ha la città, questa amministrazione, trova indispensabile tagliare alberi! Ma tralascia la sistemazione del verde pubblico pressochè ovunque, basta vedere la situazione dei giardini Zen e Scarpari. Mentre, si sa, che se c’erano risorse si dovevano spendere per iniziare a mettere in sicurezza l’assetto idraulico della città e scongiurare nuovi allagamenti di vaste zone.
Ci piacerebbe sapere cosa si è speso in questo settore del taglio dell’albero e confrontarlo con quello della piantumazione. Per fortuna è in vigore dal 16 di febbraio 2013 la legge n° 10/2013 che impone ad ogni Comune l’obbligo di piantare alberi in base al numero dei bambini nati. Inoltre regolamenta anche i tagli e le potature, con multe salate per i trasgressori e ci sarà l’obbligo che il Sindaco a fine mandato rendiconti quanto verde è stato perso e quanto aggiunto in ogni Comune Italiano.
Il circolo Delta del Po di Legambiente, nelle interviste dei candidati Sindaci, era stato ben contento di sentire tanti buoni propositi dal Sig. Barbuiani: ci aveva rassicurato che ci sarebbe stato un controllo più attento dei tecnici; che lui stesso, si sarebbe messo in bicicletta per controllare il verde pubblico. Avrebbe contribuito alla nascita del piano del verde pubblico della città e avrebbe promosso il piano dell’assetto per il rischio idrogeologico della città. Solo in due casi è stato di parola: nella vendita del verde pubblico e nella sensibilità per la dispersione dei rifiuti in natura.

La Rovera è caduta

La Rovra è caduta

501883Le sue radici, fortemente compromesse non erano più in grado di sostenere il peso dell’albero, già sbilanciato a seguito dei fulmini che lo colpirono in passato alterandone la simmetria.
Molto è stato fatto per sanarlo, ma gli anni e gli eventi atmosferici hanno fatto la loro parte. Non c’era niente da fare. Per giorni l’inclinazione è stata progressiva fino allo schianto finale.
Il Delta e il Polesine perdono un autentico monumento, ultimo superstite della foresta primaria planiziale, emblema di un territorio che ha costruito la sua stessa storia a colpi di bonifiche e deforestazioni. Vedere oggi tanta gente commossa portarsi al suo “capezzale”, pur fra tanta tristezza, mi ha acceso un barlume di speranza per il futuro. In fondo “La Rovra”, così la chiamano da generazioni gli abitanti del Delta, è tra i pochi alberi polesani ad essere morti per cause naturali. E’ stata decisamente più fortunata dei tanti altri che ogni giorno cadono per lasciare spazio alla meccanizzazione agricola, a nuove strade inutili, per alimentare centrali inutili, ecc. A loro non sono concesse processioni di gente commossa.
Per quanto la morte di un patriarca vegetale possa rappresentare in sè un evento denso di sincero rammarico, non lo dovrebbe essere più della “condanna a non invecchiare” a cui è tutt’oggi sottoposta la maggior parte del patrimonio arboreo del nostro territorio.
. Amico

Puliamo il mondo a Settembre

Puliamo il Mondo a Settembre

Puliamo il Mondo a Settembre e campagna contro la poca attenzione delle province a monte.
Stiamo per decidere, noi del circolo di Legambiente Delta del Po, dove fare la prossima campagna di Puliamo il Mondo per il prossimo Settembre. La scelta andrà a sostenere uno dei nove Comuni del Delta per la raccolta dei rifiuti dispersi in natura. Siamo partiti per Taglio di Po, abbiamo visitato una delle traiettorie più a rischio di abbandono rifiuti e abbiamo riscontrato il solito problema delle golene che quando il Po va in piena si riempiono di rifiuti di tutti i generi, dandoci grossi problemi per la loro esportazione che risulta pericolosa e problematica. Questo però è un problema che non va imputato ai cittadini del Delta se non in minima parte. La nostra campagna si ferma, al concetto di educazione dei cittadini locali a favore della lotta dell’abbandono dei rifiuti e contro gli inquinatori di materiali industriali e chimici. Non si può dire che il problema sia risolto, ma a confronto di una decina di anni fa, quando le discariche abusive proliferavano è tutta un’altra situazione. Infatti, dopo aver fatto il nostro giro e non avendo trovato situazioni critiche eclatanti siamo andati a parlare con l’Assessore all’ambiente di Taglio di Po, che ci ha confermato della situazione. Ci siamo detti allora che le uniche situazioni dove si potrebbe fare una campagna di Puliamo il Mondo, coinvolgendo i cittadini di varie età, con le scuole e altre associazioni erano le golene dei fiumi e il lungo costa del mare. Fermo restando che questa situazione ci fa piacere nel non “trovare lavoro” in terra ferma,  dando atto che i Comuni, le associazioni e tutti i cittadini si sono sensibilizzati per questo tipo di problema, riducendo al minimo gli effetti. E’ molto evidente che però i rifiuti arrivano dai fiumi e il grosso dell’abbandono dei rifiuti è a monte.
In golena dei fiumi e nella costa la raccolta dei rifiuti è pericolosa e faticosa, oltre ad essere dispendiosa perché servono mezzi di trasporto e supporti logistici, per riuscire ad organizzare una giornata del genere ci vogliono molti soldi, ma naturalmente senza valutare il lavoro delle persone che sono volontari che vanno assicurati per infortunio se capita.
Ci chiediamo se la nostra attenzione oramai è da sviluppare sulle comunità a monte dei fiumi. Di certo non intendiamo fare delle accuse insensate, ma parlare di quello che ci arriva dai fiumi, acque inquinate e rifiuti di tutti i generi possono compromettere le nostre risorse che sono il turismo balneare, la ristorazione e la qualità dell’agricoltura, il danno agli animali e alla loro riproduzione, l’immagine del Delta del Po.
leonardo conte

Inquinamento nel Delta a processo.

Enti locali rinunciano ad essere parte civile contro Enel.

Il motivo grave, per cui le associazioni ambientaliste rimangono parte civile nel processo contro Enel è evidente: se le accuse, risulteranno vere, abbiamo il dovere di denunciare l’inquinamento, non solo come un atto di inciviltà, ma anche una totale mancanza di rispetto verso le comunità. L’inquinamento è contro il bene comune e la salute di tutti gli uomini, oltre che all’ambiente. Il diritto di vivere senza qualcuno che ti avveleni è sacro. Rispetto del territorio, è questo che si vuole affermare restando parte lesa civile.
Il Circolo di Legambiente Delta del Po, esprime la sua totale disapprovazione e sconcerto sulle argomentazioni che i rappresentanti delle varie Amministrazioni Comunali di Ariano Polesine, Corbola, Loreo, Porto Viro, Taglio di Po, hanno fornito a giustificazione della loro rinuncia tombale a continuare ad essere parte civile nel processo contro Enel.
Cari amministratori, questo era e dovrebbe essere il vostro dovere nel difendere, salvaguardare la dignità e la salute dei cittadini che voi rappresentate. Anche l’ente parco preferisce denaro in euro e vende le possibilità di futuro, come la biodiversità, il turismo, l’agricoltura e la pesca sostenibile, un Parco che nelle sue parti migliori sono vietate al turismo come le valli, ma aperte solo ad una caccia di elit.
Quante volte ci siamo chiesti: quanti posti di lavoro andranno perduti in cambio di pochissimi lavoratori addetti alla centrale a carbone futura. Come mai tutte queste rappresentanze della società rinunciano alla difesa dei loro cittadini per 30 denari? Inutile pensare che alle prossime elezioni, sul nostro territorio, molti cittadini riterranno inutile andare a votare, ma forse è proprio questo l’effetto che si vuole ottenere, una classe di apatici che vuol rendere apatica anche la gente di questo territorio. Non possiamo continuare ad accettare gli affari di pochi e vedere danneggiare le attività che sono consolidate, come turismo, agricoltura e pesca, dall’inquinamento, che è quello del passato, ma anche quello del futuro. L’ambiente va conservato e difeso con norme attive e se necessario  drastiche, purchè non si vada in tal modo a infliggere gravi danni agli uomini di oggi e di domani.
L’ambiente può essere utilizzato per il soddisfacimento dei bisogni umani nella misura in cui gli svantaggi e i danni per l’uomo e la natura non risultino essere maggiori dell’utilità derivante dall’utilizzo dei beni naturali e finché non viene intaccata la possibilità di sopravvivenza dell’umanità.
Articolo del Circolo Legambiente Delta del Po.

domenica 29 settembre 2013

Puliamo il Mondo a Porto Tolle

                                                            Puliamo il Mondo a Scanno Boa, è stata una giornata difficile ma divertente, anche per la situazione meteorologica piovosa, ma spettacolare. La raccolta è avvenuta per soli 30 minuti, poi la pioggia battente ci ha impedito di continuare, ma nonostante tutto abbiamo riempito una barca grande di rifiuti trovati in spiaggia. La gente voleva continuare anche con la pioggia, ma li abbiamo fermati. Poi, siamo stati ospitati in un capanno di caccia e pesca fino all'imbarco. Circa 40/50 raccoglitori entusiasti e ammirati dal panorama di Scanno Boa. Abbiamo  raccolto circa 40 grandi sacchi di un pò di tutto, il resto ci è dispiaciuto non aver potuto prenderlo.
Un grazie da Legambiente Delta del Po alla perfetta organizzazione che ci ha offerto il Comune di Porto Tolle e alla loro ospitalità, altro grazie va anche al supporto di Ecoambiente. 

sabato 28 settembre 2013

Puliamo il mondo - Spiaggia di Scano Boa, 2013

Puliamo il mondo -
 Spiaggia di Scano Boa - 
Il circolo di Legambiente Delta del Po di Adria partecipa all'iniziativa ed esorta anche tutti gli amici a condividere la grande giornata di civiltà.

Luogo:
Spiaggia di Scano Boa, Porto Tolle
Data inizio evento:
29/09/2013
Data fine evento:
29/09/2013
Dettagli evento:
Domenica 29 Settembre 2013 ore 9:30 con partenza presso l'attracco di Ca'Tiepolo verso la Spiaggia di Scano Boa

Puliamo il mondo - Spiaggia di Scano Boa


Il Comune di Porto Tolle, Assessorato all’Ambiente e al Turismo, ha aderito alla iniziativa di Legambiente “Puliamo il Mondo”, la più famosa iniziativa di volontariato ambientale organizzata in Italia da Legambiente, nei giorni di  27, 28, 29 settembre 2013.

Domenica 29 settembre 2013


Con  azione concreta a favore dell’ ambiente  e per fare conoscere  il  nostro  territorio, si è deciso di pulire la “Spiaggia di Scano Boa”; là dove il  Po incontra il mare, una spiaggia  solitaria, vasta e selvaggia, con i casoni e il volo radente  dei gabbiani, un modo  diverso  per riscoprire   questo luogo magico,  aspro e silenzioso, una natura in continuo mutamento e insieme immobile.

Auspichiamo che i ragazzi, le famiglie,  gli uomini e le donne  che amano il  territorio del Delta  o che vogliano  incontrare la vera essenza del fiume, partecipino  all’ iniziativa.

Ecoambiente  fornirà   i sacchetti  di raccolta delle plastiche,  vetro ingombranti e il successivo  trasporto  verso l’ ecocentro. 

Programma:

partenza dall’attracco di Ca’Tiepolo (dietro il municipio) ore 09,30, con battello della ”Navigazione Marino Cacciatori s.n.c.”,  fino a  Pila, si prosegue con due barche adatte alla navigazione sui bassi fondali,  costeggiando i canneti si arriverà a scanno Boa, ritorno a Ca’Tiepolo alle ore 14,00 circa.

Informazioni e prenotazioni Ufficio Turistico del Comune, aperto tutti i  giorni con orario

09,00  – 12,00 -  tel.  0426394440/1 -  email  turismo@comune.portotolle.ro.it

Osservazioni PAT Adria 2013


Osservazioni all’Amministrazione Comunale di Adria sulle proposte programmatiche del PAT.


Circolo di Legambiente Delta del Po
Via Marino Marin  n 28 Adria,   Cel 3288729114
                                                  
Possiamo subito dedurre una conclusione importante: chi governa oggi deve assolutamente conoscere i temi dell’ambiente ed affrontarli. Un amministratore moderno è completamente avvolto da queste problematiche che si intersecano con quelle dello sviluppo, della salute e del lavoro.
Ci sono due parole chiave per dare sviluppo al territorio: educazione e controlli, praticamente su tutti i fronti, dai rifiuti al rispetto dei regolamenti edilizi.
Abbiamo registrato anche delle ottime proposte per il futuro della città e del territorio come una sola zona artigianale ben servita (viabilità, servizi) ed in sicurezza (pericolo idrogeologico e non in contrasto con le abitazioni); la realizzazione di piste ciclabili e la riapertura del Parco di Corte Guazzo come parco della città. Varie proposte sulla valorizzazione dei prodotti locali e per un’agricoltura di qualità. Il rilancio del Museo e della città come centro culturale del Delta. Considerare il turismo come una grande risorsa per il futuro. Grandi aspettative sull’educazione e formazione dei giovani. Urgenza nel risolvere i problemi del territorio sull’emergenza del pericolo idrogeologico. Le possibilità di lavoro con il risparmio energetico.
Quasi la totalità dei candidati sindaci nelle ultime elezioni si è dichiarato contro un’agricoltura con contaminazioni OGM, tutti contro il nucleare. I Candidati Sindaci non volevano che il Delta diventasse un Polo energetico o industriale, ma concordano in una visione di sviluppo economico sulle risorse naturali, turistiche e artigianali.
Pensiamo che l’immagine del futuro che hanno i politici del nostro territorio sia alquanto simile per tutti e a noi è sembrata positiva. Se riuscissero a dialogare e collaborare anche con i cittadini potremmo essere più ottimisti.
Le proposte del Circolo di Legambiente sono in accordo con molti dei pareri dei Candidati Sindaci alle ultime elezioni (2011), ma integriamo alcuni argomenti:

parliamo di Adria nei suoi aspetti ambientali, cercheremo di dare un parere su come vediamo i problemi e su come si dovrebbero risolvere, nonché delle proposte per il futuro del territorio.
Sicuramente molto è cambiato nella sensibilità ambientale da 10/20 anni a oggi, molti problemi rimangono e molti di nuovi affiorano.
Se partiamo dallo sviluppo possiamo indicare che le varie zone industriali del comune di Adria sono a macchia di leopardo, solo una è ben servita nella viabilità, le altre sono inserite in situazioni particolari, in conflitto con abitazioni e con il traffico pesante su zone abitate, vanno a congestionare il traffico rendendolo insicuro, oltre a demolire frequentemente i piani stradali che non sono all’altezza del passaggio di certi tonnellaggi. Si dovrebbe progettare un’unica zona industriale ben servita, curandosi di non causare conflitti con le abitazioni civili.
Promuovere i restauri e gli ampliamenti in verticale delle abitazioni e non l’occupazione di nuovi terreni agricoli, evitando il consumo del territorio. Si fa presente che nell’area A.I.A. sono ancora disponibili numerose aree inutilizzate, pertanto risulta del tutto inspiegabile ed irrazionale l’autorizzazione di nuovi insediamenti in zona Ca’ Bianca di Adria a soli 1800Mt di distanza dall’A.I.A.
Molti chiedono nuove strade, siamo sicuri che non ci siano? I collegamenti a nostro parere non mancano, quello che è da migliorare sono la qualità e la progettazione dei nodi nevralgici, rendendoli più sicuri e accessibili, è necessario programmare ed avere un piano nel futuro, solo così si può razionalizzare senza costruire strade inutili, costose per i contribuenti.
Sviluppo e qualità di vita è il criterio che si dovrebbe avere nella programmazione e progettazione.
La città ha bisogno di manutenzione, più si costruisce è più bisogna programmare le infrastrutture, giardini pubblici, taglio del verde, illuminazione e molto altro, la manutenzione è un fattore che fa risparmiare soldi nel tempo alle amministrazioni.
La salute della città, ritrovare gli spazzi dimenticati come il parco di Corte Guazzo ed il suo ampliamento, il percorso vita di Artesura, le piste ciclabili mai fatte, specie quelle che collegheranno le frazioni più grosse collegando Adria al Po e al Parco.
Promuovere la sostituzione delle tubature dell’acquedotto con nuove linee per limitare le perdite dell’acqua e la conseguente salubrità.
Agricoltura e rispetto del territorio, monitorare le coltivazioni e tutti gli alberi di interesse autoctono impedendone i tagli, riqualificazione delle essenze da frutto originarie e della vegetazione caratteristica per ricreare il nostro paesaggio originario e particolare del Delta, che impedirebbe la desertificazione, progettare il Piano del Verde Pubblico per Adria.
Protezione del territorio agricolo da OGM e promozione di qualità tradizionali.
La manutenzione dei piccoli corsi d’acqua ed il controllo delle tombinature selvagge, il pericolo di allagamenti di piccole zone della città e della campagna per mancanza di manutenzione delle ostruzioni da rifiuti e discariche abusive, la città sente la mancanza di un Piano per l’emergenza idraulica.
Intensificare i collegamenti dei trasporti pubblici con le frazioni di Adria.
Promuovere le varie possibilità che la regione Veneto mette a disposizione per l’abbattimento dell’inquinamento da trasporto e riscaldamento. Promuovere un controllo e una campagna di civilizzazione contro l’abbandono dei rifiuti.
Aggiornamenti del personale tecnico Comunale per le nuove installazioni di impianti di energie solari o non inquinanti e sugli aspetti del risparmio energetico delle strutture.
Promuovere coscienza ambientale nelle scuole per migliorare le conoscenze del rapporto di rispetto fra l’uomo ed il territorio.

I punti in breve:

1) Zone umide da mettere urgentemente in protezione
2) Rispetto delle essenze arboree, delle fluidità dei fiumi, fossi e canalizzazioni.
3) Piste ciclabili in particolare Bottrighe-Adria. Fasana-Adria.
4) Salvaguardia dei piccoli Boschi Di pianura, Fasana, Baricetta, Corte Guazzo. Piano del Verde Pubblico.
5) Il Parco di Pianura di Corte Guazzo, Adria avrebbe il diritto ad un parco aperto ai cittadini.
6) Apertura di percorsi ciclabili in stradine di campagna e riapertura dei vecchi sentieri e passaggi campestri.
7) Salvaguardia da elettrosmog. Inquinamento acustico e luminoso.
8) Salvaguardia da PM10, e polveri sottili.
9) Salvaguardia da fenomeni pericolosi: percorsi di Camion pesanti con cisterne, materiali esplosivi, acidi e sostanze pericolose, premunirsi di adeguati sistemi per le emergenze.
10) Interventi sul risparmio di energie –energie alternative sostenibili e rinnovabili.
11) Educazione all’ambiente, scuole, cittadinanza.
12) Lotta all’abbandono dei rifiuti, Canali e discariche abusive.
13) Rispetto e salvaguardia dei Beni Culturali, Archeologici.
14) Promozione dei prodotti di agricoltura di qualità, biologica e locale.
15) Promozione delle piante naturali per uso curativo e gastronomico. Il nostro territorio ne è ricco.
16) Istituzione della Guardia Ambientale Comunale.
17) Promozione di un turismo basato sul rispetto e conoscenza del territorio.
18) Salvaguardia da abusi edilizi e situazioni di incompatibilità con le zone industriali.
19) Rinnovo della rete idrica cittadina.
20) Conoscenza dell’assetto idrogeologico del territorio, Piano di salvaguardia idrogeologica del Comune.
21) Promozione della purificazione delle acque attraverso metodi naturali ed efficienti come la Fitodepurazione.
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2) Impedire l’inquinamento delle acque nel Comune.
23) Tutela vasche Gianola.



Come Circolo di Legambiente Delta del Po- Adria ci sentiamo di chiedere la tutela delle Vasche Gianola, localizzate nel territorio comunale di Adria.
Si tratta di un complesso di vasche dismesse utilizzate un tempo per la decantazione delle acque dell’ Ex Zuccherificio di Bottrighe. Anche se di origine artificiale esse riproducono per molti aspetti ambienti palustri naturali, bonificati in passato per creare terreni destinati all’agricoltura sempre più intensiva. La zona umida si è nel tempo rinaturalizzata e forma un “complesso interessante” che funge da utile corridoio naturale per la fauna selvatica tra i fiumi Po e Canalbianco.
Essa si presenta attualmente di aspetto irregolare, contornata da alberi , arbusti e fragmiteti. Trattasi di un caratteristico connubio tra acqua e vegetazione, habitat ideale per la flora e la fauna.
In una comunicazione della Regione Veneto, a cura del Servizio Forestale Regionale si dichiara che “ l’area rappresenta comunque un pregevole sito di interesse naturalistico, rappresentando di fatto un ambito palustre già colonizzato da specie vegetali ed ornitiche. E’ collocato, tra l’altro, in un ambito agricolo intensivo e rappresenta dunque un’isola di naturalità da non sottovalutare . Si sottolinea inoltre quanto disposto dall’art. 43 (Zone Umide-Canneti) del Piano d’Area del Delta del Po: promuovono ed effettuano interventi volti alla conservazione, alla tutela e al ripristino delle zone umide e degli ambiti interessati dalla presenza del canneto…”. Lo stesso articolo vieta “ interventi di bonifica e movimenti terra ed ogni attività che possa distruggere, danneggiare o modificare le consistenze e lo stato dei luoghi.”.
L’area è caratterizzatala da una stretta vicinanza al parco del Delta del Po, in prossimità del SIC “Delta del Po: tratto terminale e delta veneto” e dei siti di protezione speciali ( ZPS ) IT3270016 e IT3270017.
Si chiede quindi un’ulteriore tutela di questa area naturale da una sua possibile distruzione, in quanto più volte sono stati presentati dalla proprietà progetti di demolizione dei rilevati arginali in contrasto con gli obiettivi di pianificazione e salvaguardia del territorio e con i principi di pianificazione di rete ecologica.
Un’area naturale già soggetta in questi anni ad un interessamento del Comune di Adria, ad una Tesi di Laurea, ad un intervento Amministrativo del WWF, del Corpo Forestale dello Stato e dello stesso Ente Parco.
Per tutto questo chiediamo di preservare la zona denominata “Gianola” da possibili ed eventuali demolizioni delle arginature delle vasche e il loro utilizzo agronomico, in quanto area di singolare valenza naturalistica da poter utilizzare in futuro per molteplici iniziative sia di visitazione che educative, vista la vicinanza alla Città di Adria e al Parco del Delta del Po.

2) Incentivazione della sensibilizzazione al tema ambientale in collaborazione con le scuole elementari e medie della Città, promuovendo incontri con gli studenti articolando questi su tematiche di interesse ambientale quale: l'importanza della raccolta differenziata porta a porta, i cambiamenti climatici, le fonti rinnovabili energetiche, il nucleare nel mondo (in termini di produzioni energetiche, scorie, scarti della lavorazione e loro smaltimento).

3) In riferimento al settore agricolo, bisognerebbe iniziare il lungo percorso che porterebbe negli anni prossimi al raggiungimento nel settore di una “indipendenza energetica” tramite fonti rinnovabili in ottemperanza ai principi sanciti dal Protocollo di Kyoto (joint implementation ed emissiontrading).

Il documento è stato redatto riunendo le varie sensibilità dei soci.
Il presidente Leonardo Conte

Candidati sindaci 2011

Legambiente circolo Delta del Po-Adria- 2011

Considerazioni e domande ai Candidati Sindaci 2011

Le risposte sono sintetizzate al massimo per ottenere una rapida lettura e consultazione.
Il colloquio con i candidati è stato registrato in audio e in presenza di pubblico.

Bonato Leonardo, Impegno Comune: 24 Marzo 2011
Tescaroli Stefania, Terzo Polo: 7 Aprile 2011
Ruzza Paolo, PD, IDV, SEL e Federazione di Sinistra: 14 Aprile 2011
Cavallari Angelo, PSI:19 Aprile 2011
Barbuiani Massimo: Bobo Sindaco, PDL e LN: 21 Aprile 2011
Michele Visentin, Movimento 5 Stelle: 28 Aprile 2011
Zecchin Guido,Lega Autonomia Veneta:21 Aprile 2011



1)Concetto di ambiente per l’Amministrazione Comunale.
Bonato: controllo del territorio e progettazione. Promozione all’educazione ambientale.
Tescaroli:L’ambiente è tutto il territori di Adria il quale va preservato da qualsiasi abuso. Ambiente sano e pulito è  un valore per tutti.
Ruzza: è un concetto globale non solo legato all’ambiente naturale, ma anche legato alla persona e alla città a misura d’uomo. Importante è il rispetto dell’urbanistica.
Cavallari: L’ambiente è il luogo dove l’uomo vive, ma è solo in uso, ed è da trasferire ai nostri figli nelle migliori condizioni. La vita non va vissuta in vista del PIL, ma per la qualità dell’esistenza.
Barbujani: bisogna coniugare le esigenze di carattere ambientali ed economiche. Rispetto della natura con produzioni non inquinanti.
Zecchin: ordine del Verde, vigilanza della città. L’educazione è alla base del rispetto dell’ambiente.

2)Il piano del verde pubblico e l’assetto idraulico.
 Bonato: è una necessità: si deve fare, il verde pubblico è una risorsa per la città. Conoscere la rete fognaria, investimenti. Promuovere regolamenti contro l’impermeabilizzazione dei terreni. PAT: ottimo strumento per il territorio.
Tescaroli :si al piano del verde pubblico, censimento e monitoraggio. È necessario un piano generale delle acque, studi di fattibilità e manutenzione.
Ruzza: no alla vendita del verde pubblico. Uso degli spazzi e manutenzione. No ai sotto interrati a meno che il cittadino si prenda le sue responsabilità. Ridurre l’impermeabilizzazione dei terreni e riduzione del cemento. Più pompe di sollevamento, manutenzione e automatismi. Liberare i corsi d’acqua.
Cavallari: si al piano del verde pubblico e più manutenzione. Impermeabilizzare il meno possibile i terreni. Impianti di sollevamento da potenziare. Progettazione e pianificazione congiunta con altri Comuni.
Barbujani: abbiamo bisogno di un piano del verde pubblico, occorre manutenzione al verde e controlli. Situazione idraulica migliorata con pompe automatizzate e generatori, pulizia degli scoli e manutenzione. Area Betazzi con 250  alberi qualunque sarà il sindaco, ma io propongo un’area verde di pregio.
Zecchin: mantenere efficiente quello che abbiamo. Argini da usare per le passeggiate attrezzandoli. Territorio fragile, dislivelli forti, aprire nuove golene di espansione. In città non ci sono grossi problemi idraulici se tutti faranno il loro dovere. Tassa di scopo su chi cementa i terreni. Trovare fondi per la manutenzione.


3)Piano Urbanistico ed industriale. Regolamenti edilizi, chi controlla?
 Bonato: mancano le strutture espositive e per le assemblee pubbliche. Rafforzare le zone pedonali.
 I criteri di sviluppo debbono essere scientifici e contro gli interessi di pochi. Da troppi anni manca la programmazione. Le zone industriali esistenti vanno messe in sicurezza. Accogliere le idee di investitori ma compatibili con il territorio.
Tescaroli : approvazione del PAT urgente. Poli industriali nuovi adeguati alla viabilità, consultando tutte le rappresentanze della città, escludendo gli interessi personali. Si ai controllo agli abusi edilizi applicando i regolamenti.
Ruzza: più controlli anche in fase di progettazione, se manca il rispetto: sanzionare. Abusi evidenti in città. Non favorevoli agli accorpamenti dei dirigenti.
Cavallari: si ai controlli e all’approvazione del PAT. Catena di Comando da rispettare in Amministrazione.
Barbujani: Approvazione del PAT. Se fosse stato per me, non avrei mai eseguito la vendita dei terreni pubblici della città. Togliere alcuni vigili dagli uffici e mandarli a fare controlli. Piano casa non ha avuto successo ad Adria, ma servono controlli.
Zecchin: una sola zona artigianale ben servita, attrezzata e messa in sicurezza. Funzionari pubblici devono fare il loro mestiere vanno preparati per i controlli e vanno controllati. Se i controlli non vanno eseguiti sono passibili di denunce.


4)Piste ciclabili per unire Adria alle frazioni, tutela della circolazione ciclistica.
 Bonato: per difendere il territorio bisogna farlo conoscere. Pista ciclabile Baricetta-Adria e dal centro fino al parco di Corte Guazzo. Portare in certi casi il limite di velocità a 30 Km.ora.
Tescaroli:dotazione di un piano delle piste ciclabili in conformità al codice stradale. Collegamento alle frazioni, al Po e Parco del Delta.
Ruzza: storicamente non necessarie per mancanza di cultura, ma ora l’esigenza è palese a tutti per la riduzione dell’inquinamento e del pericolo. Penso ai finanziamenti europei. Piste verso le frazioni, ma fuori dai contesti stradali se possibile.
Cavallari: finanziamenti ridotti a ben poco, ma la pista fra Adria e Bottrighe sarebbe la più urgente. Non credere al turismo e allo sviluppo significa non avere progetti. Il piano del traffico esiste ma non va sfruttato. Aumento della cartellonistica per la sicurezza stradale specie in centro. Via Carducci da rovesciare il senso unico.
Barbujani: pista ciclabile quasi già realizzata da ponte del Porto fino al ponte Bettola, altre in cantiere e finanziate, che segue la nuova bretella per la circonvallazione. Un segno per la sicurezza è via Carducci per il senso unico. Molti interventi per la sicurezza già in progetto: chiudere via Spolverini e Canton Basso eccetto residenti, arricchendo con ciclabile.
Zecchin: piste lungo gli argini, penso: da Adria a Baricetta. Non vedo la necessità di piste ciclabili in città.

5)Dispersione dei rifiuti ed inquinamento.
 Bonato: educazione programmata nelle scuole. Collaborazione con le forze dell’ordine.
Tescaroli:controllo e prevenzione con sanzioni. Finanziamenti per i controlli e riconversione dei siti inquinati.
Ruzza: non bisogna dare alibi a nessuno. Organizziamo meglio e sensibilizziamo a scuola. Interventi sanzionatori.
Cavallari: capacità di intervento con guardie ecologiche. Raccolta differenziata ancora più spinta, tariffa puntuale e quello che si risparmia metterlo sui controlli. Denuncia a chi scarica abusivamente.
Barbujani: maggiori controlli. Ecocentro con orari più flessibili. Incentivare educazione nelle scuole per la dispersione dei rifiuti. Accederò al Fondo Regionale per le bonifiche. Insegnare ai stranieri la cultura del rifiuto.
Zecchin: educazione alla civiltà e se non basta ci vogliono mezzi coercitivi. Alcune telecamere in certi punti sono utili. Amianto deve essere smaltito gratis.

6)Agricoltura di qualità e prodotti locali, la salute e gli OGM.
 Bonato: OGM No per principio di precauzione. No al carbone. No al Nucleare. Si all’agricoltura a Km O.
Incentivare il biologico e marchi di provenienza. Ampliare i mercati di prodotti agricoli locali in città.
Tescaroli: valorizzare i prodotti locali. OGM se ben controllato e in sicurezza. No al nucleare. Si al carbone se ben monitorato per la salute ed il lavoro.
Ruzza: controlli e monitoraggi sui pesticidi. Vocazione agricola del territorio, favorire i mercatini a chilometri zero dei prodotti nostrani. No OGM. No nucleare, no al centro energetico nel Delta del Po. Per la romea commerciale da vedere il progetto.
Cavallari: investire nei bambini è come investire nel futuro. Incentivo ai produttori locali e nei mercatini a Km 0. Promuovere i prodotti locali. No OGM. No al nucleare. No al centro energetico nel Delta. Romea mare da valutare. Consulte per le attività produttive. Coltivazione di specie autoctone.
Barbujani: dobbiamo valorizzare i prodotti locali pensando più in grande e facendo rete. No OGM. No nucleare, per me possiamo dichiarare il territorio di Adria denuclearizzato. Scettico sulla conversione a carbone. Polo energetico nel Delta: già dato.
Zecchin: la terra deve rendere, produrre meglio e con qualità. Corsi per giovani agricoltori educandoli alla agricoltura di qualità e di rispetto. No al nucleare. No al carbone. No al polo energetico nel Delta del Po.

7)Energia pubblica, come agire per risparmiare e fonti rinnovabili.
Bonato: edifici pubblici con il fotovoltaico e termico solare. Biomasse a chilometraggio limitato da scarti di agricoltura, civili ed industriali.
Tescaroli:investimenti sul risparmio energetico del Comune. Si alle tecnologie avanzate con l’adesione a SEEF che porta un risparmio del 40% sulle spese della bolletta comunale. Fare fotovoltaico.
Ruzza: progetti didattici. Si al risparmio energetico, obbligatorio nelle nuove case e ristrutturazioni, almeno la predisposizione. Predisporre controlli. Fattibilità e possibilità economica per nuovi progetti di edifici pubblici.
Cavallari: spingere al massimo il risparmio energetico. Per i privati: normativa ITACA. Impianto di biomassa Comunale alimentato da scarti. Aree marginali per impianti di fotovoltaico. Fitodepurazione delle acque.
Barbujani: risparmio energetico pubblico e privato. Rivedere il contratto con APS Sinergia. Si a investimenti per impianti virtuosi.
Zecchin: accorgimenti vari per il risparmio energetico. Promozione del fotovoltaico.

8)Sviluppo economico e sociale, iniziative per integrazione creando occasioni d’incontro.
Bonato:molti spazzi non sono utilizzati per incuria. Gli spazzi vanno condivisi. Strutture per incentivare e creare lavoro. Turismo di qualità e gastronomico, grande attrazione con l’archeologia la cultura e le scuole.
Tescaroli: nuove zone industriali collegate alla nuova viabilità. Attrattive per gli investimenti e per l’artigianato, l’agricoltura ed il turismo. Investimento nella pubblicità al territorio.
Ruzza: problema del lavoro e del precariato da risolvere. La cultura genera lavoro. L’impegno del Comune verso l’emigrazione deve puntare verso le donne. Lo straniero non è un estraneo.
Cavallari: fare ripartire AIA. Sogno Adria con un centro universitario. Far crescere l’alberghiera. L’ungimiranza, ripresa della progettazione. Reti telematiche, sviluppo sostenibile, energie rinnovabili.
Barbujiani: momento difficile, bisogna coniugare molte realtà, ma bisogna rispettare le regole.
Zecchin: elevare il livello culturale degli emigrati per l’integrazione con le nostre usanze e leggi. Incentivare l’agricoltura di qualità. Arricchire la cultura locale con altre culture.

9)Rinnovamento del parco di Corte Guazzo.La posizione di Adria nel Parco del Delta del Po.
Bonato: parco cittadino diritto dei cittadini, ciclopedonale che porti a Corte Guazzo per via Canaletto. Valorizzare anche Artessura. Non è possibile immaginare il Delta senza Parco o Adria fuori dal Parco. Il Parco del Delta è grande opportunità.
Tescaroli: si all’apertura del parco di Corte Guazzo. Adria porta del Delta del Po, parco in collaborazione agli altri Comuni. Polo energetico da esaminare e romea commerciale. Perimetrazione del Comune di Adria da riconsiderare. Siti storici di Adria nel Parco del Delta.
Ruzza: si all’apertura del Parco di Pianura di Corte Guazzo raggiungibile da pista ciclabile. Teatro all’aperto e maneggio. Il progetto in collaborazione con le associazioni.- La perimetrazione di Adria nel Parco del Delta completamente da rivedere. Fondamentale per le risorse della città. Posizione della scorsa amministrazione ridicola. Rivendicare il ruolo culturale e turistico nel Parco.
Cavallari: Apertura del Parco di Corte Guazzo e rinnovamento del percorso di Artesura con un collegamento ciclo-pedonale. Adria porta ricettiva del Parco del Delta. Apporto culturale e volontà di fare sistema con altri Comuni. Perimetrazione da rivedere.
Barbujani: per me la perimetrazione del Parco del Delta va rivista e ampliata, ma regole certe. Piste ciclabili e turismo. Tenteremo di far funzionare il Parco di Corte Guazzo. Sistemazione di Argini.
Zecchin: creare le strutture a finchè Adria sia porta del Delta a servizio della comunità del Parco. Corte Guazzo si propone un chiosco con attrezzature, in cambio dell’affitto ci sia la manutenzione dell’area. Si crea lavoro e al Comune non costa nulla.



10)Promozione delle scuole, della cultura e dell’archeologia di Adria.
Bonato: Adria senza scuole, cultura e archeologia è finita. Con investimenti esporre più reperti archeologici anche all’esterno.
Tescaroli: percorsi archeologici con ritrovamenti visibili. Incentivi alla scuola e messa a norma degli edifici. Appuntamenti con personaggi della cultura. Il mio programma rimane aperto alle idee dei cittadini.
Ruzza: per fortuna con le scuole non si parte da zero. Archeologia uno dei motori di sviluppo anche per il lavoro se ben progettato. Si all’Archeoparco. Per noi le tre parole principali: sviluppo, ambiente e cultura. Fondazione per il teatro comunale. Sviluppo del conservatorio. Polo culturale nello stabile dei Vigili Urbani con sala moderna polivalente. Risolverò il problema della sala Canossiane.
Cavallari: intensificare la visione di reperti archeologici all’esterno del museo e di scavi con percorsi. Fare funzionare il teatro in sinergia con altri Comuni.
Barbuiani: tutto deve partire dalle scuole. Sistemazione e manutenzione dell’esterno del museo. Intrecciare rapporti con l’università di Venezia per l’archeologia.

Zecchin: scavi archeologici in vista con percorsi pedonali. Pubblicità del museo anche attraverso semplici manifestini in altre province o  regioni. La cultura deve essere legata alla realtà del momento. Salvaguardia del conservatorio.

Candidati sindaci 2009

CANDIDATI SINDACI e Proposte di Legambiente 2009


(Ci scusiamo sentitamente per l'errore di trascrizione nella riaposta di Massimo Barbuiani, domanda numero 8)



LEGAMBIENTE circolo Delta del PO,
ha voluto ascoltare i candidati sindaci del comune di Adria, per comprendere la loro visione sulle tematiche ambientali della città e sul Parco del Delta. L’obiettivo del circolo è stato quello di sensibilizzare il mondo politico che spesso non valorizza o dimentica le tematiche ambientali.
Questa può essere una valida opportunità per tutti i cittadini, per conoscere le opinioni dei candidati sull’ambiente.

I candidati sindaci hanno dato la loro disponibilità ad esser intervistati presso la sede di Legambiente in via Marino Marin 28, Adria e sono stati:

Pierluigi Tugnolo (P.R.C.)
Lorenzo Cavallini (Gruppo Civico 15 Aprile)
Massimo Barbujani (Lista Bobo Sindaco)
Rosa Barzan (Italia dei Valori)
Sandro Spinello (Partito Democratico)
Giancarlo Sacchetto (UDC)

In generale tutti i candidati, hanno dimostrato un forte interesse per le questioni ambientali; nessuno escluso.

Da sottolineare che tutti gli intervistati hanno espresso l’idea che il Circolo Legambiente Delta del Po – Adria, potrà dare un valido sostegno, in termini di informazione, ed essere di supporto sui molteplici problemi ambientali del nostro territorio.
Il Circolo ha voluto riportare quelle che sono state le domande più importanti, con le relative risposte dei candidati, cercando di restituire il contenuto nella maniera più concisa possibile e senza ulteriori commenti aggiuntivi.

1° domanda: Quali cambiamenti ecologici ha avuto il territorio di Adria da 30/40 anni ad oggi?

Tugnolo “si riscontrano cambiamenti nella limpidità dell’acqua dei fiumi, sicuramente ricchi di inquinanti per cui servirebbe più attenzione e controlli da parte di tutti”.

Cavallini ”I cambiamenti sono evidenti, come è evidente la responsabilità dell’uomo su acqua, terra, e aria”

Barbujani “sì, si nota moltissimo la differenza, abbiamo costruito troppo, anche se spesso tutto ciò non serviva”

Barzan “I cambiamenti sono scientificamente provati, flora e fauna assumono valori diversi, intere zone agricole oggi sono completamente cementate”

Spinello “è aumentata molto la sensibilità verso l’ambiente, ma i molti elementi naturali hanno subito dei danni in cambio del progresso”

Sacchetto “ Sono scomparse alcune specie animali. Responsabilità dell’uomo, più equilibrio con la natura, importanza del rispetto.”


2° domanda: Se dovesse fare una pista ciclabile nel nostro territorio, dove la farebbe?

Tugnolo “Prenderei dei tecnici qualificati e cercherei di capire dove ci sarebbe più bisogno di farla”

Cavallini “Costruire piste ciclabili in centro, collegherei le frazioni, avvicinando il Parco anche con le piste”

Barbujani “La pista che avrebbe più senso sarebbe quella che unisce Adria a Bottrighe, anche per unirci di più con il Parco del Delta a livello turistico”

Barzan “Sarebbe auspicabile per i cittadini rendere meno pericolose e inquinate le strade della città creando circuiti urbani efficienti”

Spinello “Sicuramente dovranno essere fatte, sono già in progetto da alcuni anni, servono i finanziamenti”

Sacchetto “abbiamo pronti dei progetti per la realizzazione di alcune piste ciclabili fra Adria e le frazioni.


3° domanda: Cosa pensa delle energie rinnovabili nell’ambito del Comune?
Tugnolo “Sicuramente sono grandi opportunità, anche in questo caso la situazione andrebbe valutata con dei tecnici per decidere in che modalità intervenire”

Cavallini “Possibilità di lavoro con redditi sostenibili e guadagni per i Comuni che intraprendono questa via, le biomasse rappresentano una possibilità per non sprecare il rifiuto”

Barbujani “Credo siano delle buone strade da percorrere, a tempo debito valuteremo la situazione e cercheremo dei finanziamenti”

Barzan “questo è uno dei punti principali del nostro programma, sviluppando interventi per incentivare e promuovere l’energia pulita”

Spinello “Se i tecnici mi diranno che sono delle buone possibilità cercheremo di creare dei progetti”

Sacchetto “tutti gli edifici Comunali con fotovoltaico”


4° domanda: Zone industriali - viabilità traffico – urbanistica…?
Tugnolo ”Occhi di riguardo al lavoro, la viabilità è da migliorare senza creare strade inutili, attenzione al consumo del territorio e alla speculazione”

Cavallini “Il consumo del territorio è legato alla speculazione, la viabilità va messa in sicurezza, le zone industriali vanno migliorate e ridotte”

Barbujani “Il lavoro è il nostro futuro e benessere, vanno eseguiti i lavori che aspettiamo da tanti anni per facilitare il traffico, si stanno costruendo case inutilmente, ma a chi serviranno?”

Barzan “Vanno adeguate e messe in sicurezza le vie, no a nuove strade e al consumo di territorio, il lavoro va sostenuto ed incentivato”

Spinello “Molti progetti aspettano i finanziamenti per la viabilità, incentivi al lavoro, urbanizzare per necessità creando buona qualità di vita dei quartieri”

Sacchetto “Sì Nogara mare, sì tangenziale. Coordinamento incentivazione alle industrie. Sistemazione del verde urbano”.


5°domanda: l’acqua nel nostro territorio?
Tugnolo “No secco alla privatizzazione, la situazione per le perdite è grave, nuove condutture e regolamentazione”

Cavallini “La fitodepurazione deve applicarsi a tutti gli scarichi comunali e zone industriali, eliminare le perdite, realizzando nuove condutture, salvaguardia dal pericolo idrogeologico”

Barbuiani “No agli sprechi dell’acqua, investimenti sulle linee nuove, qualità dell’acqua”

Barzan “Manutenzione controllata, salvaguardia della qualità, no alla privatizzazione”

Spinello ”Riqualificazione delle condutture antiche, qualità dell’acqua potabile, salvaguardia dei corsi d’acqua e mettere in sicurezza dagli allagamenti”

Sacchetto “Fiumi per servizi e turismo. Sinergia tra l’Amministrazione comunale e il Consorzio di Bonifica”.


6°domanda: inquinamento dell’aria per smog e abbandono dei rifiuti; cosa ne pensate? 

Tugnolo “chiusura al traffico del centro storico, educazione per il rifiuto e riutilizzo”

Cavallini “smaltimenti del rifiuto controllati e riutilizzo totale, differenziata a peso. Smog: usare tutti gli strumenti possibili per la sua riduzione e collaborare con il resto della pianura”

Barbujani “usare tutti i mezzi possibili, ma non chiudere il traffico nel centro. Rifiuti: obbligare l’azienda rifiuti a fornire servizi migliori”

Barzan “servizi migliori, differenziata sempre più spinta. Collaborazione di tutti i Comuni per abbassare le emissioni, incentivi a mezzi ecologici”

Spinello “lavoreremo sul miglioramento dei mezzi, efficienza degli impianti, miglioramento del servizio rifiuti”

Sacchetto “Forze dell’ordine più attente all’abbandono dei rifiuti. Adottare misure antismog, chiudendo il centro urbano al traffico”.


7° domanda: Il verde pubblico, il parco Comunale di Corte Guazzo, Vasche Gianola?
Tugnolo “con una squadra di tecnici decidere un piano per la manutenzione, la salvaguardia e inserimento nel Parco delle Vasche Gianola”

Cavallini “Più attenzione alla manutenzione, aprire il parco di Corte Guazzo anche con l’aiuto del volontariato, promuovere gli orti pubblici, collegamenti con il Parco del Delta”

Barbujani “Salvaguardia del verde, manutenzione e collaborazione anche con il volontariato”

Barzan “Aprire il parco di Corte Guazzo al pubblico, collegarlo con la città con pista ciclabile, attenzione al parco del Delta, più manutenzione”

Spinello “Più aiuole per abbellire la città; il Parco di Corte Guazzo, solo se si forma volontariato, più manutenzione al verde, sinergia con il parco del Delta”

Sacchetto: “Più manutenzione”.


8°domanda: Cosa pensa del polo energetico del Delta del Po?Tugnolo “No al carbone, no al consumo di territorio che mette in pericolo i lavori sostenibili del Delta”

Cavallini “No al Carbone, non esiste il C. pulito, ci sono altre soluzioni per creare energia pulita, no a super strade che attraversano il Parco, incentivi ai lavori sostenibili”

Barbujani “No al carbone netto senza se e senza ma, (se non è pulito e controllato o a grossi poli industriali sul Delta: frase errata per motivi di trascrizione,ci scusiamo sentitamente) altre soluzioni più convenienti per creare lavoro duraturo sfruttando il turismo”

Barzan “No al carbone, non esiste pulito, altre soluzioni come il gas possono essere vantaggiose, no al polo energetico o industriale nel Delta se non controllato”

Spinello “La riconversione a carbone solo se rispetta le normative Parco, ci vuole un giusto rapporto fra le esigenze della natura e quelle dell’uomo. Esiste una crisi forte, il lavoro manca. Si ad insediamenti industriali compatibili, ma anche incentivi al Parco”

Sacchetto “Riconversione della centrale a carbone, con costante controllo della situazione. No alle estrazioni di metano. Con il polo energetico l’economia subirà contraccolpi a danno di alcuni settori, mentre altri saranno favoriti”


9° domanda: cosa pensate della nostra agricoltura e dei prodotti tipici locali?
Tugnolo “convertire il più possibile al biologico, no agli OGM, puntare sulla qualità”

Cavallini “si al biologico e alla qualità, no agli OGM e alle coltivazioni per biomassa, prodotti Km zero”

Barbujani “pubblicizzare e valorizzare i prodotti locali e puntare sulla qualità dei terreni, eliminare i diserbanti nocivi”

Barzan “controlli sulla chimica in agricoltura, valorizzare i nostri prodotti, no agli OGM”

Spinello “incentivare e promuovere i prodotti locali, puntare sulla qualità, migliorare la filiera”

Sacchetto: “No agli OGM. Sì ai prodotti tipici a ‘Km 0’. Fattorie didattiche in sinergia con le associazioni”.



Le interviste sono state registrate in audio, per il Sig. Cavallini ci sono stati dei problemi tecnici audio e non sono disponibili.
Le domande sono state poste dai dirigenti del circolo e di fronte al pubblico, eccetto per Saccheto, per questioni di limiti di tempo a disposizione.
Presidente Leonardo Conte, circolo Legambiente - Delta del Po-Adria-
data 23-05-2009